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Newsletter Gennaio 2007 |
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Il Mondiale, il caso Bonitta, l’ultima maglia azzurra, ma soprattutto il futuro. Un domani fatto di scudetti da rincorrere con la maglia di Bergamo e di una passione da vivere anche sulla sabbia. È Paola Paggi il volto della copertina del numero di gennaio di Pallavolo Supervolley, che si presenta in edicola con una nuova veste grafica. La centrale racconta la sua verità sul muro contro muro che ha costretto l’ex Ct della nazionale a dare le dimissioni, ma anche la voglia di continuare a essere protagonista con i colori della Play Radio Foppapedretti Bergamo.
Attraverso un calendario di appuntamenti che renderà il 2007 difficile da gestire, abbiamo fatto il primo passo verso il traguardo che deve portare a capire il futuro delle nazionali: dai nomi dei tecnici, a quelli di giocatori e giocatrici, passando per chi in azzurro non giocherà più, fino ad arrivare a chi invece è indispensabile alla causa. E per capire meglio se e dove sono i giovani, le forze nuove per il futuro, abbiamo fatto un nuovo viaggio fra i club, per scoprire dove giocano i ragazzi che negli ultimi anni hanno fatto parte delle nazionali juniores. Il risultato? Qualcosa si sta muovendo e sono sempre di più i ragazzi che trovano posto in A1 o A2.
Spazio anche agli scoutman italiani, che stanno facendo scuola nel mondo. Sono sempre più numerosi i professionisti italiani che si mettono al servizio di nazionali straniere, come è successo al Mondiale giapponese.
Tornano anche le pagine della Serie B con la pubblicazione di tutti gli organici delle formazioni di serie B1 maschile e femminile, alla quale seguiranno, nei prossimi numeri, anche tutti i nomi dei giocatori della B2: una palestra fondamentale per chi punta a dimostrare di poter fare il grande salto in serie A.
E ancora le rubriche di Andrea Giani e Matej Cernic, che racconta il suo primo approccio con la Russia, la storia di Stefania Donelli, capace di sconfiggere l’anoressia, la pallavolo a 9 che ancora si gioca in Giappone e l’immancabile Scuola di Pallavolo, con gli appuntamenti di tecnica, preparazione e management. |
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| I sestetti del mese |
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@ Oltre il dolore
Paola Cardullo si mette alle spalle l’infortunio e un Mondiale finito male. «Cerco lo scudetto, poi penserò all’azzurro e al sogno dell’Olimpiade» |
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@ Marchio di fabbrica
Uno spot lo aveva reso popolare, oggi Frantz Granvorka ha raggiunto la piena maturità, capace di mettersi a disposizione della squadra in qualsiasi ruolo |
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@ Jesi, ti curo io
Laureata lo scorso anno in psicologia, Heather Bown è approdata alla Monteschiavo Banca Marche con il preciso obiettivo di vincere |
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@ Il Top di Latina
Con i suoi 212 centimetri, il brasiliano Leandro Vissotto è il giocatore più alto del campionato e ha le idee chiare. «Possiamo entrare nei play off scudetto» |
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@ La danza di Naty
Era in classe con Leo Lo Bianco, con lei ha cambiato sport per passare alla pallavolo. Oggi Natalia Viganò è capitana di Busto e rincorre la promozione in A1 |
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@ Rosso di sera
Chiovini ha cominciato a utilizzarlo come opposto e il giovane Mattia sta rispondendo alla grande per spingere Isernia lontana dal rischio retrocessione |
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Il dialogo per crescere di Mauro Fabris
Io e il CDA della Lega Pallavolo Femminile passiamo ore “in palestra”. E presto i risultati arriveranno, passando dalla collaborazione con la Fipav e dalla rivisitazione dei nostri eventi
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Il Personaggio |
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La favola dell’uomo volante
Le prime schiacciate italiane a Livorno. Poi la fuga per la libertà. Storia dell’uomo che mette le falangi a 378 centimetri, fa invasione con i piedi e sogna uno scudetto per la Copra Berni Piacenza |
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| Il Personaggio |
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Una buona annata
È titolare di un’enoteca di Riccione, ha vinto tutto in palestra, ma ama anche il beach. Paola Paggi si racconta, partendo dalla sua verità su Bonitta: «Lui l’ha sorpassata quella linea del rispetto a cui dice di essersi solo avvicinato»
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30 Domande |
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Il mio volley che non c’è
Le vecchie regole e strategie piuttosto che la velocità di oggi, l’intuizione di un allenatore preferita ai numeri, la duttilità fra maschile e femminile: è il credo di Zè Roberto, arrivato in Italia per far sognare Pesaro |
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