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Newsletter Dicembre 2006 |
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Il saluto di Samuele Papi alla maglia azzurra, onorata con 339 presenze e quattro Mondiali consecutivi apre il numero di dicembre di Pallavolo Supervolley. Il capitano azzurro, che al termine della finale per il quinto posto vinta contro la Francia a Tokyo ha annunciato che la sua parentesi in nazionale è da considerarsi conclusa, è l’uomo copertina del numero che chiude il 2006 e che riserva un ampio speciale dedicato proprio ai Mondiali che in Giappone sono andati in archivio con i successi di Brasile e Russia e con l’Italia, maschile e femminile, fuori dal podio.
L’analisi del torneo dei ragazzi passa attraverso storie, racconti, curiosità, ma anche le parole di alcuni dei protagonisti, dal Ct azzurro Gian Paolo Montali a quello della sorprendente Polonia, Raul Lozano. Da Samuele Papi a Andrè Heller.
Dal quinto posto degli azzurri al quarto delle ragazze il passo è breve. Perché sempre di delusione si parla, rispetto a quelle che erano le ambizioni della vigilia. I pensieri azzurri portano la firma di Massimo Barbolini, Francesca Piccinini e Marco Bracci, ma anche di Gianni Caprara, emigrato in Russia per salire sul gradino più alto del podio iridato quattro anni dopo Marco Bonitta.
Assolutamente da non perdere è il Classificone dell’anno di Leo Turrini, che torna a grande richiesta mettendo in fila i 100 personaggi che più si sono distinti sotto rete. Volete sapere chi occupa il numero uno? Provate a indovinare e poi correte a sfogliare la rivista.
E poi ancora tanto altro, con l’Amarcord di Carlo Gobbi dedicato a Antonio Comensoli, la rubrica di Matej Cernic e la richiestissima Scuola di Pallavolo strettamente riservata a chi vive e respira dentro alle palestre e sotto rete. |
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| I sestetti del mese |
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@ Mister ace
Le sue battute hanno inciso pesantemente sul Mondiale degli azzurri, spingendo la Bulgaria sul podio. Per i club italiani Matey Kaziyski resterà un sogno |
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@ Simply the best
Ljuba Sokolova, la miglior giocatrice del Mondiale per tutti tranne che per chi ha deciso di assegnare l’Mvp alla palleggiatrice di casa, ha coronato il sogno di guidare per mano la Russia al titolo iridato |
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@ pedigrèe pregiato
Best scorer del Mondiale, il portoricano Hector Soto, innamorato dell’Italia ed ex di Cagliari, ha superato rivali ben più quotati incassando i 75mila dollari del premio |
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@ Lacrime mondiali
Una sola partita persa, la più importante. Come nel 1994 Fofao vede svanire in finale il sogno di regalare al suo Brasile il titolo di campione del mondo. |
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@ La mia Africa
Alla guida della nazionale tunisina Antonio Giacobbe è arrivato nel 1999 e in Giappone ha conquistato la prima, storica qualificazione alla seconda fase di un Mondiale |
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@ Una vita da CT
Ha ancora un anno di contratto con Chieri, ma dopo il buon Mondiale la Germania gli ha offerto il rinnovo del contratto. Ed ora Giovanni Guidetti pensa di dedicarsi solo alle nazionali |
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La faccia giusta di Ricardo Garcia
L’atteggiamento a volte è più importante della tecnica. E durante il Mondiale ci siamo accorti che non ero più solo ad essere il capo dei matti, ma che tutti avevamo la stessa fame di vittoria
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Il Classificone |
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IL CLASSIFICONE
Se siete stati in letargo per tutto il 2006 non c'è problema. L'irriverente penna di Leo Turrini ha stilato la graduatoria più attesa dell'anno dove si affacciano persone e personaggi, protagonisti di eclatanti vittorie o amarissime sconfitte.
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Il Personaggio |
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CYBERGIANI
A1, Modena Sud. Potrebbe essere l’ultima uscita sull’autostrada di Andrea Giani. Una carriera costellata di vittorie per l’uomo simbolo del volley odierno, il supereroe Giangio. Che ora pensa anche a un futuro fuori campo. Dopo che solo di recente ha trovato la risposta finale ad una domanda perenne: la verità su una cocente sconfitta della sua lunga vita di sportivo |
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| Il Personaggio |
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ANTONELLA sole e cuore
È arrivata in serie A1 nella sua Napoli all’ombra di Phipps e Cacciatori, oggi cerca a Perugia un nuovo salto di qualità. Del Core e l’amore per la sua città, per la pallavolo e per una maglia azzurra persa soltanto a pochi giorni dall’inizio del Mondiale |

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30 Domande |
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"Non era colpa mia"
L’ex Ct azzurro Marco Bonitta torna sul muro contro muro con le ragazze della nazionale che lo hanno costretto a rinunciare al Mondiale («non ero io a bloccare la loro serenità e i sorrisi») e spiega il perché ha scelto di passare al maschile accettando di correre per la salvezza in A2 con Cavriago |
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