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Barbie vorrebbe essere me Estratto dell'intervista a Veronica Angeloni realizzata da Eleonora Cozzari Il testo integrale con numerose foto su Pallavolo Supervolley di ottobre 2009 |
Il mondo ha sempre una parola per tutti. Ma come si appella chi ha un obiettivo e ci prova, chi è un vulcano e lo dà a vedere, chi ha dei limiti e te ne parla? Giusto una parola, per rendere l’idea. Difficile? No, ma magari una parola non basta per definire una donna. «Dicono che sono una Barbie perché sono alta e bionda? Ma va, a me piace sdrammatizzare altro che Pamela Anderson “de’ noantri”. Non sono io quella. Io le belle che sanno di essere belle e camminano otto metri da terra le imito, gli rifaccio il verso. Io vado in via Monte Napoleone perché devo comprare le ricariche della macchinetta del caffè…». Voi come la definireste, Veronica Angeloni? Noi siamo sicuri che Barbie avrebbe voluto essere come lei. Solare, disponibile, chiacchierona. Questa è Veronica alla vigilia del suo sesto campionato di A1. Quest’anno la schiacciatrice toscana giocherà nella neopromossa Piacenza e dopo Chieri, Novara, an cora Chieri (ma con un finale di campionato a Vicenza), Forlì e Perugia, indosserà la sesta maglietta differente. Siamo forse davanti a un’anima inquieta? «Sono stata in squadre più o meno forti, dove avevo maggiori o minori responsabilità e forse ho commesso qualche errore, andandomene sempre l’anno successivo per la troppa foga di trovare il campo. Ma il mio obiettivo era e rimane giocare, scegliere squadre dove posso avere spazio, non fermarmi e accontentarmi. Anche a Perugia sarei potuta rimanere, poi c’è stata un po’ di confusione e ho preferito seguire un allenatore che già conoscevo, che mi ha voluto e che lavora molto su di me. Oggi sono felice di aver scelto Piacenza e Caprara, e spero che questa sia la volta buona per rimanere in una città per più di una stagione». Caprara-Perugia non è stato però un binomio fortunato: l’arrivo a campionato in corso, le polemiche per la gestione delle giocatrici, il gestaccio in Champions League e il divorzio con polemiche. «Si sa, non tutti possono piacersi a vicenda, io mi sono trovata “da dio”. Io non sono un talento, una che sta un mese ferma e quando torna in palestra bum bum bum (il rumore della palla quando sbatte sul pavimento rende perfettamente l’idea, ndr). Io divento brava se faccio tanto lavoro sulla tecnica, se ripeto i gesti, se passo ore in palestra. Per essere sicura la domenica io devo essere sicura tutta la settimana e Gianni mi fa lavorare molto». E se la settimana non è stata soddisfacente? «Mi dico: beh ora devo rifarmi in partita. Sono una di quelle che guarda l’oroscopo la mattina e ci crede solo se mi rispecchia. Se no comincio a dire: ma senti te che si inventano…». |
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