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IL GRILLO VOLANTE
Estratto dell'intervista a Lucia Bosetti realizzata da Camilla Cataldo
Il testo integrale con numerosi scatti su Pallavolo Supervolley di marzo 2009

Piccoli grilli crescono. Chi l’ha detto che nel volley è tutta una questione di quanto sei alto? Nessuno, infatti. «Meno male che salto… Sennò non credo che sarei arrivata in A1», batte il ferro il grillo in questione. Lucia Bosetti, schiacciatrice classe 1989 per 1 metro e 75 di altezza, ha fatto del suo fisico un punto di forza. E chisseneimporta se è sempre più bassa delle pari ruolo. Non si fa altro che parlare di quanto le manchi per arrivare al top, ma lei al top c’è già. Potente in schiacciata, determinante in ricezione, padrona del servizio, sempre più decisiva, ha il futuro a portata di mano. «Al mio primo anno con la Pre-Juniores (terzo posto agli Europei a Tallin, Estonia, e bronzo pure al Mondiale a Macao, con Beppe Galli i suoi allori. E aggiungeteci pure due ori: agli Europei Juniores del 2006 e ai campionati italiani un anno dopo, ndr) mi proposero di giocare da libero, ma io non vorrei mai cambiare… Non credo che l’altezza influenzi in modo negativo il mio gioco». Il metro e 80 ormai lo toccano pure le alzatrici, però lei non ne vuole sapere («Non sono molto portata per il palleggio!») e meno male che è così. Perché diventa ancora più “fenomeno”, Lucia Bosetti, quella che il computer ti segnala “Borsetti” e tutte le volte devi andare lì a correggere. Sassuolo se la è assicurata due estati fa, grazie a quel Tommy Ferrari che faceva l’assistente della nazionale Juniores (è di quel periodo l’oro agli Europei in Francia, colto dalla nostra compagine). «Dopo le finali Under 18 mi hanno chiamato alla Unicom Starker Kerakoll e ho conquistato subito un ruolo da titolare. Qui mi trovo bene, ho la possibilità di crescere continuamente, gioco quasi sempre». La stagione è di quelle da ricordare, specie se non hai ancora 20 anni e sei tra le più brave in assoluto. A inizio campionato era stata messa ko da un guaio alla caviglia, ma ha recuperato in fretta riconfermandosi tornado tecnico e atletico. «Venivo da un periodo abbastanza difficile in quanto prima di questo infortunio avevo avuto problemi alla schiena abbastanza seri, e quindi la distorsione è stata pesante soprattutto per il morale».

 

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