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DANIELA GATTELLI E LUCILLA PERROTTA: SOGNI D'ORO |
Anteprima dell'Intervista a Daniela Gattelli e Lucilla Perrotta realizzata da Mario Salvini Il testo integrale con gli scatti delle nozze, su Pallavolo Supervolley di Giugno 2005
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L'effetto Atene non si affievolisce. Ancora a un anno di distanza dal quinto posto olimpico, l’impennata di popolarità di Daniela Gattelli e Lucilla Perrotta non accenna ad attenuarsi. Continuano a riconoscerle per strada, a salutarle, a far loro i compimenti. Tutto come a Milano, al World Tour 2004, giusto una settimana dopo l’impresa di Atene, quando all’Arco della Pace come in piazza Duomo, alla fine di ogni partita centinaia di persone si assiepavano a bordo campo a caccia di un loro autografo, di una foto insieme a Luci e Dani, le eroine dell’Olimpiade. Dove, le telecronache delle loro partite sono state tra gli eventi più visti. «Qualcosa è cambiato dopo Atene - riconosce Daniela -. Subito, durante l’Olimpiade, non ci eravamo rese conto di quanta attenzione avessero suscitato le nostre partite. È stato proprio a Milano che abbiamo realizzato, che abbiamo capito quanta gente ci ha viste, gente che probabilmente prima di allora non aveva mai avuto modo di vedere una partita di beach né dal vivo né tanto meno in televisione. È stato lì che ci siamo sentite orgogliose di quello che avevamo fatto». Lucilla rincara. «Quando siamo tornate dai Giochi i nostri impegni si sono moltiplicati come per incanto: interviste con giornali non sportivi, servizi fotografici, partecipazioni a programmi televisivi. E al tempo stesso tanta gente che ci faceva i complimenti nella vita di tutti i giorni, per strada, alla posta, al supermercato. È stata ed è una sensazione piacevole». Insomma un trionfo. Che ci rallegra, un poco ci inorgoglisce anche. Ma che contiene anche una specie di contraddizione e dunque ci lascia un senso di insoddisfazione. In fondo, ad Atene, dove erano la nostra unica coppia, Lucilla e Daniela sono arrivate quinte: un grande risultato, tutti noi che seguiamo il World Tour lo sappiamo benissimo. Ma quando mai si è celebrato così tanto un quinto posto all’Olimpiade? Che sarebbe mai successo se le nostre eroine fossero arrivate in semifinale, o, meglio, addirittura sul podio? Resteremo con questo dubbio che contiene ancora tutte le potenzialità in buona parte inespresse del beach volley. Lucilla Perrotta, lei riassume tutto il suo rammarico relativamente a quel malefico quarto di finale perso al tie break con le australiane Cook- Sanderson. «Quella partita - ha raccontato Luci - ce l’ho sempre davanti agli occhi, palla dopo palla, colpo dopo colpo, non me la dimentico più. La sensazione che ci rimane è di essere state a un passo da un grande risultato senza essere riuscite a prendere quel treno in corsa». L’altra, Daniela, è la parte della coppia che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi non si rammarica per nulla. Il fatto di essere un po’ troppo portata ad accontentarsi, parlando in senso strettamente sportivo, è forse un suo difetto, ma in prospettiva tanto ottimismo fa anche bene alla coppia, specie pensando che insieme, Luci e Dani, hanno intenzione di attraversare anche i prossimi tre anni, almeno fino a Pechino. «A conti fatti mi sono sempre detta che la soddisfazione per essere arrivate fino al quinto posto deve sovrastare il rammarico per la possibile semifinale e per il sogno del podio. Certo, nei primi giorni non la pensavo proprio così: poi, sbollita la delusione e a mente un po’ più lucida, sono giunta a questa conclusione». | |
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