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VINCERE
Estratto dell'intervista a Martina Guiggi realizzata da Eleonora Cozzari
Il testo integrale con gli scatti di Fiorenzo Galbiarti su Pallavolo Supervolley di luglio/agosto 2009

Non è esigenza di andare controcorrente. Delle volte credi che qualcosa di universalmente riconosciuto sia, semplicemente, sbagliato. Un attimo prima che le sue compagne tornino in albergo, piene di buste frutto dello shopping pomeridiano, Martina Guiggi è seduta sul divanetto dell’hotel e sta per mettere fine, tra una patatina e un sorso di spremuta d’arancia, ad un vecchio e abusato luogo comune. «Si impara dagli errori? Bah… per me si impara dalle vittorie. La sconfitta devi saperla riconoscere, riuscire a sentire il campanello d’allarme. Devi capire quand’è il caso di cambiare prima che sia tardi. Ma si impara dalle vittorie. Perché è ricreando quei meccanismi che torni a vincere di nuovo. Io la penso così». Bionda, altissima, vincente. Due scudetti consecutivi con la Scavolini Pesaro e una maglia azzurra a cui chiede una definitiva consacrazione. Questa è oggi Martina Guiggi, che siamo andati a trovare alla vigilia della lunga estate azzurra e che vi facciamo conoscere in una veste (ed è proprio il caso di dirlo) diversa rispetto al solito. Ma non tutte le storie cominciano dall’inizio e lei, su quel divanetto, deve ancora finire un concetto. Riguarda la nostra nazionale, riguarda la dolorosa avventura di Pechino. Ma non solo. Riguarda anche lei. «Dobbiamo ripartire scordandoci quello che è stato, non restarci legati. A volte i risultati negativi vanno solo dimenticati, non per forza bisogna stare lì a cercare di capirli. Perché se è un errore tecnico, allora te lo sai spiegare la sera stessa. Ma quello che è successo in Cina non ha niente di tecnico e se il problema psicologico che c’è dietro non lo trovi, devi andare avanti. Abbiamo dimostrato di saper vincere, lavoriamo bene e la voglia c’è. Questo deve servire per prenderci quello che ci spetta, la qualificazione al Mondiale, prima di tutto». Manifesto di un’Italia che ci crede e di una donna che muore dalla voglia di esportare il suo modello vincente, Martina trascorre il pomeriggio libero (mentre le altre fanno su e giù in un centro commerciale) posando per noi, ma sarebbe più corretto dire per voi, nella Spa della palestra Virgin, a due passi da Torino. Da qui in avanti la storia avrà un suo ordine cronologico. Partiamo. Trolley Italia con il necessario, capelli perfetti frutto di una puntatina nella camera di Paola Croce (la parrucchiera del nostro servizio), Martina si prepara ad un rilassante momento di benessere. Casualmente? Ma neanche per idea. «A Pesaro ho proprio una Spa sotto casa e appena posso mi concedo di tutto: bagno turco, percorso con i sassi, acqua calda e fredda… insomma, quello che serve per scaricarsi. Mi rilasso davvero. L’unica cosa che non faccio sono i massaggi. Li ho provati, però muscolarmente sono abituata ad altro. Ci vado sia con le amiche (Garzaro e Skowronska) che con il mio ragazzo».

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