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SLIDING DOORS Anteprima dell'intervista a Loris Manià realizzata da Isabella Migani Il testo integrale su Pallavolo Supervolley di luglio/agosto 2008 |
Il biglietto per quello che definisce Hollywood, Loris Manià lo ha strappato il primo maggio del 2007. È lì che la sua storia alla Sliding Doors comincia, è quel giorno che la pallavolo italiana scopre di avere un altro protagonista. Play off scudetto 2007. La Copra Berni Piacenza, la squadra del libero azzurro, affronta in trasferta Gara 3 di semifinale. È una gara importante, destinata ad interrompere l’equilibrio della serie. Lo staff biancorosso segue con attenzione le condizioni fisiche di Sergio, il suo ginocchio non lancia segnali positivi. Il tecnico di allora, Pupo Dall’Olio, non si scompone, la soluzione ce l’ha in casa. È Loris Manià, un secondo libero perfetto, carico di entusiasmo, di voglia di fare, maturo abbastanza per non essere la vittima sacrificale, il bersaglio degli attacchi avversari. Poi c’è quel lato del carattere che vira verso l’incoscienza che può permettergli di fare bene. Dall’Olio è convinto, Sergio sta troppo male per continuare a giocare, meglio allenare Loris. Nell’allenamento mattutino tutti sotto la doccia tranne Manià, che resta per altri 10 minuti in ricezione. Dopo poche parole, tanto per sondare il terreno, tanto per dire di tenersi pronto. Un pensiero nella testa del libero friulano inizia a farsi vivo, ma quando fai il secondo al miglior difensore del globo terracqueo, rimani con i piedi per terra. Non voli. Manià era totalmente inconsapevole che la vita stava per cambiare. Repentinamente. Finalmente il momento della partita arriva. Piacenza esce dai propri spogliatoi, entra in campo, il palazzetto dello sport di Cuneo è una bolgia come al solito. Il dirigente di Piacenza ha già sistemato le maglie sulla panchina. Ci sono tutte quelle dei titolari: Grbic, Zlatanov, Marshall, Bovolenta, Simeonov, Cozzi… manca quella di Sergio. La maglia di colore diverso cambia proprietario, il nome stampato sulla schiena è Manià |
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