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Il padrone della rete

Anteprima dell'intervista ad Andrea Semenzato realizzata da Eleonora Cozzari
Il testo integrale con gli scatti di Daniela Tarantini su Pallavolo Supervolley di febbraio 2007


Eleonora Cozzari, abbandona – almeno per questo mese – le donne, e si dedica ad un’intervista fiume con Andrea Semenzato, la vera sorpresa italian
a degli ultimi desolanti (per i colori azzurri) mondiali. Apparentemente, Semenzato può dar l’impressione di essere un ragazzo schivo e di poche parole, ma basta un microfono, l’occhio lungo di Daniela Tarantini ed il ragazzone – ricordiamo l’altezza 2m 08cm – di Mestre inizia a parlare, parlare… raccontarsi.

Non ha peli sulla
lingua, a domanda risponde con precisione e senza troppi mezzi termini. Dice le cose come le pensa e non è di quei giocatori che una volta raggiunta la presunta popolarità se la tirano, tutt’altro, non è affatto presuntuoso e si è prestato ad ogni richiesta (giornalistica s’intende) della Cozzari e della Tarantini. Nelle foto dell’intervista lo vediamo stendere i panni, perché lui ci tiene all’ordine e alla perfezione.

«Mi fa piacere avere la casa in ordine, con le cose tutte al loro posto. […] C’ho anche un filippino che viene due volte a settimana a pulire, me l’ha consigliato Tofoli, ma puntualmente lo riprendo e gli faccio ripassare dove secondo me potrebbe essere fatto meglio»

L’ha divisa in atti, la Cozzari, sono tre, come le fasi agonistiche della sua carriera, Treviso, Verona ed ora Roma.

«Verona è stata la città che mi ha adottato. I miei mi hanno messo un po’ le manette
quando ero un ragazzino e non volevano che andassi via di casa prima di aver finito il liceo scientifico. Gli anni di Treviso forse sono stati particolari anche per questo.[…] Lasciare Verona però è stato difficile, era un fatto di cuore, loro volevano che rimanessi, ma io avevo voglia di mettermi alla prova. Comunque siamo rimasti in contatto, mi sento spesso con Rigatelli, siamo amici stretti e mi dispiace vederli in questa situazione».

Attualmente non gioca, ma non per scelte tecniche come molti giornali hanno scritto, ma per un problema al ginocchio che lo sta tenendo lontano dal campo dal ritorno dal Sol Levante. Riguardo la nazionale, l’autrice dell’intervista ha voluto dare ampio risalto e perché come abbiamo poc’anzi scritto Semenzato ne è stata la rivelazione e perché con rispetto e moderazione parla di ciò che è accaduto e Mosca e per l’appunto in Giappone.

«Si è parlato di Mondiale disastroso ma noi abbiamo sbagliato solo una partita, poi è stata tutta una conseguenza. L’Italia non è da quinto posto, perché Serbia e Polonia non sono superiori a noi. Solo il Brasile attualmente non è alla nostra portata, ma per il livello di gioco che ho visto noi siamo da secondo, terzo posto. C’è mancata sicurezza nel nostro gioco, non ci siamo completamente resi conto delle nostre potenzialità».

Come tutte le opere si giunge sempre ad un epilogo, dove tra uno scatto e l’altro nei pressi della fontana più famosa al mondo (Fontana di Trevi), Semenzato svela un divertente aneddoto legato ai suoi genitori e alla tecnologia, ma se volete scoprirlo, dovete semplicemente aprire il giornale ed andare a pagina 36, lì inizia l’opera di un veneziano a Roma di Eleonora Cozzari.

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