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Questo mese Isabella Mignani è andata a Novara, alla scoperta della bella e talentuosa centrale dell’Asystel Katarzyna Skowronska, che tanto ci ha fatto penare negli ultimi due europei.
I frammenti della vita di Kasia, ne diventano il racconto del mese di febbraio. Un gatto rosso. Un dragone tatuato sulla spalla destra. Il brillare dell’oro di due medaglie Dei post it attaccati ad una vetrina. Da qui si parte per conoscere la giocatrice polacca che tanto fa impazzire la stampa ed i tifosi della sua nazione. Il suo sito internet (www.skowronska.pl) in pochissimi giorni ha raggiunto il milione di visite.
«Si segue la mia carriera con il club e con la nazionale, ma anche tutto quello che succede in Polonia. Ci sono interviste a me, a Glinka, a Nyemczyk. Il sito mi ha dato la possibilità di chattare con i miei tifosi, di organizzare incontri con i miei tifosi, soprattutto con i bambini. Però ho voluto staccare un po’ da tutto quell’interesse, per i giornalisti dovevo non allenarmi pur di andare alle interviste».
Ma Kasia ha solo 23 anni e vivere lontano da casa è difficile, così si ingegna per sentire i suoi familiari, ma ha la fortuna di vivere con il marito Kuba, che per lei ha lasciato il lavoro in Polonia.
«Se Kuba fosse rimasto in Polonia io avrei avuto la testa sempre altrove: a pensare a cosa fa mio marito, dov’è? Io e Kuba possiamo vivere insieme perché lui ha lasciato il suo lavoro in Polonia, ha fatto davvero una cosa grande. In questo periodo è corrispondente per “Swiat Siatkowki” (Il mondo della pallavolo), scrive del campionato italiano, maschile e femminile. È stato inviato ai Mondiali giapponesi, così io giocavo e lui scriveva».
Già il mondiale. Quel mondiale andato male, ci si aspettava di più dalla n azionale campione d’Europa ed invece, i problemi tra la Glinka e Nyemczyk, che hanno poi portato alle dimissioni di quest’ultimo, gli infortuni, l’assenza della Swieniewicz per maternità, l’inesperienza del secondo allenatore nell’affrontare una competizione tanto importante come la rassegna mondiale han prodotto l’esclusione della Polonia nella corsa all’oro. La Federazione è in cerca di un nuovo tecnico, tanti sono i nomi e tutti italiani: Micelli, Chiappini, Cuccarini, Bonitta e Frigoni, ma il verdetto è ancora top secret. E così, triste e senza nessuna medaglia al collo, è approdata a Novara, dove per il momento si sta togliendo molte soddisfazioni, grazie ed un gruppo compatto e formidabile.
«Il gruppo qui è molto unito, la sua forza ha cancellato la mia insicurezza. […]Siamo una squadra molto forte e non solo per la prima posizione in classifica. Giochiamo insieme, siamo un grande gruppo nonostante le grandissime individualità presenti. Ci sono giocatrici straordinarie, talenti unici che però si uniscono senza prevaricare. È il bello della pallavolo. Noi, poi, siamo brave a contenere il numero degli errori».
Non ha dubbi né timori, Kasia, quando parla della sua squadra, dove per giocare tra le Asystel ha cambiato di ruolo. Da opposto a centrale. Tutto questo per crescere e continuare ad imparare.
Adesso, vi starete chiedendo: “Ma dove sono i gusti di Kasia? Dove sono il gatto, il tatuaggio ed i post it gialli appesi alla vetrina?” Per scoprirlo non dovete far altro che leggere le sette pagine dedicate a Katarzyna Skowronska, questo mese su Pallavolo Supervolley. |